Io rallenterò il tempo
(2026)
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Io rallenterò il tempo è una serie articolata in un ciclo di dieci opere a olio e carboncino su tela che indaga il rapporto tra memoria, identità e trasformazione.
La serie nasce dall'osservazione di una lapide all'interno di un piccolo cimitero di paese. Il ritratto fotografico e i dati anagrafici del defunto, erosi dall’azione del tempo, sono ormai quasi scomparsi. Questa cancellazione progressiva diventa il punto di partenza per una riflessione sulla difficoltà di conservare una continuità con sé stessi mentre il tempo, le esperienze e le aspettative ci trasformano.
Il deterioramento della memoria viene affrontato come un processo inevitabile. Il rimando alla pietra presente in ogni dipinto, trova compimento nell'ultima opera del ciclo, che riproduce la stessa lastra funeraria che ha originato il progetto, sostituendo il volto del defunto con il mio. L'intera sequenza assume così una struttura narrativa circolare: ogni immagine sembra condurre inevitabilmente verso quell'epilogo, suggerendo un processo di lenta erosione della memoria individuale.
“Io rallenterò il tempo” assume la forma di una dichiarazione impossibile, proponendo una riflessione sul destino comune di ogni identità: essere continuamente riscritta, trasformata e dimenticata, in una continua ridefinizione del sé nel tempo. Uno spazio di sospensione dove esplorare ciò che rimane quando il tempo modifica, consuma o cancella le tracce della nostra esistenza.
Silenzi 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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Silenzi mostra un abito maschile e un abito femminile appesi all'interno dello stesso armadio, ma rivolti in direzioni opposte e separati da uno spazio vuoto che ne impedisce il contatto.
Attraverso l'assenza della figura umana, il lavoro utilizza gli indumenti come tracce identitarie e presenze sostitutive. La vicinanza fisica degli abiti suggerisce una condivisione dello spazio e della quotidianità, mentre il loro orientamento opposto rivela una progressiva distanza emotiva, rendendo visibile l'accumularsi dei silenzi.
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Non disponibile
Briciole 2026
olio e carboncino su tela 80 x 110 cm 31 1/2 x 43 5/16 inches
2.500 €
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Briciole raffigura un mazzo di fiori tra sacchi dell'immondizia. L'opera nasce dall'accostamento di due elementi appartenenti a universi simbolici opposti: da un lato il fiore, tradizionalmente associato alla cura, all'affetto e alla celebrazione; dall'altro il rifiuto, ciò che viene scartato, dimenticato o privato di valore.
L’opera invita a interrogare i meccanismi attraverso cui attribuiamo significato alle cose, facendo emergere una riflessione sulla paura di non riuscire più a riconoscere la bellezza e la poesia presenti nella vita quotidiana; e sulla sottile distanza che separa ciò che consideriamo prezioso da ciò che siamo disposti ad abbandonare.
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Non disponibile
L’arredo 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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L'arredo mi raffigura all'interno del mio appartamento, trasformando un ambiente familiare e quotidiano nella rappresentazione simbolica di una dimensione interiore.
Lo spazio domestico diventa un recinto mentale, dove il pensiero tende a prevalere sull'esperienza vissuta. In questo contesto, il corpo perde gradualmente la sua centralità e si assimila all'arredamento circostante, diventando una presenza passiva, quasi un'estensione dell'ambiente stesso.
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Non disponibile
Girotondo 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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In Girotondo mi raffiguro disteso sul letto in una postura disordinata. Il corpo occupa lo spazio in una condizione di abbandono che contrasta con il dinamismo evocato dalla posa e dal titolo, generando una tensione tra movimento e arresto.
L'opera utilizza il girotondo, tradizionalmente associato al movimento e alla continuità, come metafora della vita e del suo incessante coinvolgimento, susseguirsi di esperienze, richieste e trasformazioni. In opposizione a questa dinamica, la figura sceglie l'immobilità, manifestando una condizione di esaurimento che interrompe il ritmo dell'azione e della partecipazione.
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Non disponibile
Il funambolo 2026
olio e carboncino su tela 80 x 110 cm 31 1/2 x 43 5/16 inches
2.500 €
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Il funambolo mi raffigura seduto sul bordo di un balcone, in una posizione che oscilla tra stabilità e pericolo. La figura assume il ruolo del funambolo, evocando l'idea di un equilibrio continuamente negoziato. Il balcone si trasforma così in uno spazio liminale, una soglia che separa e al tempo stesso mette in relazione diverse dimensioni, da quella economica a quella emotiva e mentale.
La composizione si concentra su una condizione di sospensione, in cui il movimento appare trattenuto e ogni possibilità rimane aperta. La precarietà non viene rappresentata come evento eccezionale, ma come elemento strutturale dell'esistenza, una presenza che accompagna il rapporto dell'individuo con il proprio presente e con ciò che lo attende.
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Non disponibile
La cura 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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La cura nasce da un autoritratto in cui abbraccio me stesso. L'opera mette in scena un gesto associato alla protezione, all'accettazione e alla possibilità di instaurare un rapporto di cura con il proprio sé interiore.
L'abbraccio diventa la rappresentazione di un tentativo di riconciliazione con sé stessi, legato al perdono personale e alla ricerca di una forma di accettazione delle proprie fragilità. Tuttavia, la costruzione dell'immagine introduce una tensione, suggerendo come questa aspirazione possa rimanere incompiuta o appartenere più al desiderio che all'esperienza concreta.
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Non disponibile
Aspettando il nulla 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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Aspettando il nulla nasce dall'osservazione del riflesso della mia ombra all'ingresso di un luogo di lavoro. L'opera utilizza la presenza dell'ombra come strumento simbolico per riflettere sul rapporto tra identità, tempo e lavoro.
La figura non appare direttamente, ma si manifesta attraverso il proprio riflesso, suggerendo una condizione di appartenenza e al tempo stesso di distanza rispetto allo spazio rappresentato. L'ingresso del luogo di lavoro assume il ruolo di soglia, un confine entro il quale il tempo cambia natura.
L'opera riflette su come le necessità materiali possano trasformare il lavoro nel principale centro gravitazionale dell'esistenza, fino a far coincidere il tempo vissuto con il tempo lavorato. In questa prospettiva, ciò che si colloca al di fuori dell'ambiente lavorativo rischia di ridursi a una parentesi di attesa, scandita dal ritorno alla produttività.
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Non disponibile
Assenza 2026
olio e carboncino su tela 110 × 80 cm 43 5/16 × 31 1/2 inches
2.500 €
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Assenza mostra un condominio osservato attraverso una finestra chiusa. All'interno delle finestre dell'edificio si svolgono tre scene distinte: un ballo, un brindisi e un incontro intimo. Questi episodi assumono un valore simbolico e richiamano esperienze associate alla spontaneità, alla condivisione e alla partecipazione alla vita.
La composizione costruisce una distanza tra l'osservatore e ciò che viene osservato. La finestra diventa un elemento di separazione che trasforma le scene in immagini accessibili allo sguardo ma non all'esperienza diretta. In relazione al titolo, l'assenza non riguarda ciò che accade all'interno del condominio, ma la condizione di chi osserva senza prendere parte a ciò che vede.
L'opera affronta il senso di distacco che può emergere di fronte ai momenti percepiti come significativi, interrogando la possibilità di sentirsi esclusi da ciò che sembra dare valore all'esistenza. Attraverso questa prospettiva, il lavoro riflette sulla difficoltà di vivere pienamente il presente e sul timore che il tempo trascorra senza consentire un'autentica partecipazione all'esperienza vissuta.
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Non disponibile
Corpi 2026
olio e carboncino su tela 80 x 110 cm 31 1/2 x 43 5/16 inches
2.500 €
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Corpi raffigura una serie di bottiglie di alcolici vuote, trasformate attraverso il linguaggio pittorico in presenze che evocano la fisicità del corpo umano. Le loro superfici, infatti, sono create con la stessa tecnica che utilizzo per la rappresentazione della pelle, conferendo alle bottiglie una dimensione organica e vulnerabile.
La presenza di una mosca posata su una delle bottiglie introduce un ulteriore livello simbolico, richiamando idee di decomposizione, mortalità e transitorietà. Le bottiglie quindi cessano di essere semplici oggetti e diventano metafore della fragilità della condizione umana.
La morte viene rappresentata come presenza latente che attraversa la materia e ne rivela il carattere effimero. Da questa tensione emerge un sentimento ambivalente, in cui fascinazione e inquietudine convivono senza risolversi, riflettendo sulla vulnerabilità dell'esistenza e sul rapporto complesso che l'individuo intrattiene con la propria finitezza.
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Non disponibile
Senza titolo 2026
olio e carboncino su tela 80 x 110 cm 31 1/2 x 43 5/16 inches
2.500 €
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Quest’opera chiude il ciclo della serie Io rallenterò il tempo e ne costituisce il punto di origine concettuale. Si presenta priva di titolo e di firma, concretizzando l’idea di progressiva erosione della memoria individuale.
L’opera mostra una lapide recante la fotoceramica e i dati anagrafici di me stesso (la data del decesso è congrua alla data esatta in cui il quadro, e quindi il progetto, sono stati conclusi). La sua superficie mostra segni di deterioramento che alterano progressivamente la leggibilità del volto e del nome, rendendoli quasi invisibili. Questo processo è il fulcro di una riflessione sul rapporto tra identità, tempo e trasformazione che segue l’intera serie.
Il lavoro si concentra sulla tensione tra permanenza e dissoluzione, interrogando le modalità attraverso cui l’identità viene costruita, conservata e progressivamente modificata o cancellata. Un’indagine sul cambiamento che porta a disconoscerci, rimanendo anonimi a noi stessi.
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Non disponibile