Sguardi
(2025)
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Sguardi è un capitolo autonomo del più ampio progetto Promesse, nato dal dipinto I tuoi occhi blu mi guardano fallire, ancora. Il ciclo approfondisce i temi che attraversano l’intero percorso – fallimento, promesse infrante, identità frammentata – traducendoli in un’indagine visiva profondamente intima e autobiografica che tocca dimensioni universali.
Composto da sei opere a olio e carboncino su tela, Sguardi si sviluppa come un percorso cronologico dai luoghi della mia infanzia fino al presente. Ogni lavoro nasce dal riflesso catturato negli occhi ritratti: superfici-specchio in cui emergono spazi, memorie e stati d’animo che non appartengono soltanto a loro, ma diventano zone di confronto con ciò che avevo tentato di non vedere in me stesso.
Il dispositivo dello sguardo diventa così un luogo di resistenza e rivelazione: un punto in cui osservatore e osservato si scambiano di ruolo, generando un dialogo che mette in crisi le certezze e apre domande sull’identità, sulla vulnerabilità e sulla costruzione del sé.
Sguardi è una ricerca radicale di onestà. Esporsi attraverso il riflesso negli occhi degli altri significa accettare il rischio della verità, della fragilità, della contraddizione. Il ciclo si conclude con un autoritratto riflesso nel mio stesso occhio: un’immagine che evoca smarrimento e tentativo, sempre illusorio, di conoscersi e di trovare quiete dentro un’esistenza che non sempre restituisce un senso di pace.
L’appartamento 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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L’appartamento ritrae il condominio in cui sono cresciuto, riflesso nell’occhio di mia madre.
L’opera indaga la fragilità di una famiglia che tenta di mantenersi unita per inerzia sociale più che per volontà autentica.
La casa, oggi venduta, sopravvive come luogo mentale: simbolo di ciò che è stato trattenuto oltre il necessario e della sofferenza generata da legami forzati.
È un ritratto della dissoluzione delle aspettative, dell’erosione degli affetti, della disperazione di ciò che si tenta ostinatamente di salvare e del peso delle narrazioni familiari che ci modellano.
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Non disponibile
La morte delle margherite 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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La morte delle margherite nasce da una fotografia della mia infanzia appesa nella casa di mia nonna: io e mia sorella bambini, colti in un gesto affettuoso.
Riflessa nel suo sguardo, quell’immagine innocente e tenera assume una malinconia adulta.
L’opera riflette la distanza tra il ricordo idealizzato e la realtà complessa di ciò che quei bambini sono diventati, insieme alla tenace speranza di una generazione che continua a desiderare il meglio per noi nonostante una realtà spesso più fragile e crudele.
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Non disponibile
La sfortuna del quadrifoglio 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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La sfortuna del quadrifoglio raffigura la mia auto dopo un incidente avuto nel 2018, causato dall’abuso di alcol, riflessa nell’occhio di mia zia.
L’opera esplora il peso dello sguardo familiare e sociale, più umiliante dell’impatto stesso, e il rapporto complesso con le dipendenze—non solo legate alle sostanze ma emotive e comportamentali.
L’opera è una riflessione sulla vulnerabilità e sul giudizio. Il titolo allude alla doppia valenza di quell’episodio: una fortuna mancata e una sfortuna salvifica, specchio della dissonanza che ha accompagnato il mio percorso.
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Non disponibile
Lingua lunga 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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Lingua lunga mostra un treno in partenza, riflesso nell’occhio di un vecchio amico.
Cresciuti in un piccolo paese della valle del Casentino, sognavamo di andarcene, convinti che altrove avremmo trovato un’esistenza più autentica. Quel treno non lo abbiamo mai preso: per paura, per comodità, o forse perché abbiamo compreso che non basta cambiare luogo per sfuggire a sé stessi.
Il titolo, volutamente sarcastico, allude al modo in cui il tempo ridimensiona le illusioni del passato, trasformandole in un sorriso amaro.
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Non disponibile
Il mio bravo ragazzo 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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In Il mio bravo ragazzo mi ritraggo mentre mi preparo per il lavoro, osservato attraverso l’occhio della mia fidanzata.
L’opera riflette sul processo di addomesticamento che la società impone: la trasformazione dell’individuo in ingranaggio, disciplinato, prevedibile e produttivo.
Il titolo, ironico e provocatorio, suggerisce la docilità con cui spesso accettiamo ruoli prestabiliti, cedendo parti di noi stessi per conformarci alle aspettative collettive.
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Non disponibile
Un intimo sconosciuto 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
1.500 €
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Un intimo sconosciuto è un autoritratto riflesso nel mio stesso occhio, simbolo di una ricerca interiore costante.
L’opera nasce dal confronto con gli eventi ritratti nei quadri precedenti, mettendone però in discussione il valore: in una vita che scorre come un susseguirsi ininterrotto di accadimenti, mi chiedo quanto peso abbiano realmente avuto e quanto sia stato attribuito dal mio stesso sguardo.
Da questa tensione tra significato e insignificanza emerge un senso di vuoto esistenziale, una distanza che rende l’immagine riflessa quasi estranea. È in questa dissonanza che prende forma la ricerca di un’identità sfuggente.
L’opera diventa così il punto di arrivo di una consapevolezza e, al tempo stesso, l’inizio di un nuovo percorso: un’immagine che interroga lo sguardo, la memoria e l’essenza stessa dell’autoritratto.
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