Sguardi
(2025)
-
Sguardi è un capitolo autonomo della serie Promesse, nato a partire dal dipinto I tuoi occhi blu mi guardano fallire, ancora. Attraverso sei opere a olio e carboncino su tela, il ciclo esplora lo sguardo come luogo di memoria, proiezione e confronto.
La serie si sviluppa come un percorso cronologico dai luoghi della mia infanzia fino al presente. Nei riflessi degli occhi ritratti emergono figure, episodi e frammenti di esperienza che restituiscono il modo in cui la nostra immagine si costruisce attraverso il ricordo e la relazione con l'altro.
Lo sguardo diventa così il punto in cui osservatore e osservato si scambiano di ruolo, generando un dialogo in cui ciascuno contribuisce a ridefinire l'altro. In questo spazio di reciproco riconoscimento emergono domande sulla vulnerabilità, sull'appartenenza e sulla costruzione del sé.
Clicca sull’immagine per vedere i dettagli dell’opera
L’appartamento 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
L'appartamento ritrae il condominio in cui sono cresciuto, riflesso nell'occhio di mia madre. L’opera trasforma un luogo familiare in uno spazio della memoria.
La casa non appare come semplice scenario del passato, ma sopravvive come simbolo della dissoluzione delle aspettative, dell’erosione degli affetti e del peso delle narrazioni familiari che ci modellano.
La morte delle margherite 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
La morte delle margherite nasce da una fotografia d'infanzia riflessa nello sguardo di mia nonna: io e mia sorella bambini, colti in un gesto affettuoso. Quell’immagine familiare riemerge in una forma diversa, dove il ricordo si confronta con il tempo trascorso.
Il riflesso diventa il luogo in cui convivono ciò che è stato e ciò che non può più essere restituito.
La sfortuna del quadrifoglio 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
La sfortuna del quadrifoglio raffigura la mia auto dopo un incidente avuto nel 2018, causato dall’abuso d’alcol, riflesso nell'occhio di mia zia.
Il riflesso non restituisce una semplice testimonianza, ma esplora il peso dello sguardo familiare e sociale, e il rapporto complesso con le dipendenze—non solo legate alle sostanze ma emotive e comportamentali.
Lingua lunga 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
Lingua lunga mostra un treno in partenza, riflesso nell’occhio di un vecchio amico. Cresciuti in un piccolo paese, eravamo convinti che altrove avremmo trovato un’esistenza più autentica.
Quel treno non lo abbiamo mai preso: per paura, per comodità, o forse perché abbiamo compreso che non basta cambiare luogo per sfuggire a sé stessi.
Il titolo, volutamente sarcastico, allude al modo in cui il tempo ridimensiona le illusioni del passato, trasformandole in un sorriso amaro.
Il mio bravo ragazzo 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
Il mio bravo ragazzo ritrae il momento in cui mi preparo per il lavoro, osservato attraverso l'occhio della mia fidanzata.
Il gesto quotidiano diventa una riflessione sul processo di addomesticamento che la società impone: la trasformazione dell’individuo in ingranaggio, disciplinato, prevedibile e produttivo.
Il titolo, ironico e provocatorio, suggerisce la docilità con cui spesso accettiamo ruoli prestabiliti, cedendo parti di noi stessi per conformarci alle aspettative collettive.
Un intimo sconosciuto 2025
olio e carboncino su tela 60 x 60 cm 23 5/8 x 23 5/8 inches
-
Un intimo sconosciuto è un autoritratto riflesso nel mio stesso occhio, simbolo di una ricerca interiore costante.
L’opera conclude il ciclo della serie Sguardi, e nasce dal confronto con gli eventi ritratti nei quadri precedenti, mettendone però in discussione il valore: in una vita che scorre come un susseguirsi ininterrotto di accadimenti, mi chiedo quanto peso abbiano realmente avuto e quanto sia stato attribuito dal mio stesso sguardo.
Da questa tensione tra significato e insignificanza emerge una distanza che rende l’immagine riflessa quasi estranea. È in questa dissonanza che prende forma la ricerca di un’identità sfuggente.