Il prossimo inverno
2025
olio e carboncino su tela
90 x 110 cm
Valore (a scopo puramente informativo): 2.600 €
Opera attualmente disponibile
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In Il prossimo inverno, affronto una delle paure più viscerali e meno espresse: la possibilità di essere dimenticati, esclusi, assorbiti dall’indifferenza collettiva. L’opera raffigura una serie di corpi accasciati al suolo — clochard indistinti confusi tra il paesaggio urbano. Questi corpi non occupano lo spazio: lo diventano.
In quest’opera rifletto sull’identità, sulla salute mentale e sull’importanza dello status sociale come ancora di visibilità e riconoscimento umano.
La pittura diventa il mezzo con cui racconto la disumanizzazione progressiva di chi cade ai margini, ridotto a ingombro visivo, a rumore di fondo della modernità. Ma c’è anche qualcosa di più sottile e intimo: una paura autobiografica, una proiezione di me stesso in quell’invisibilità, in quella solitudine estrema. È un'opera che unisce denuncia e confessione, che parla del disagio psichico come conseguenza della marginalizzazione e della pressione costante all’adattamento.
Il prossimo inverno indaga la paura di essere dimenticati e l’estremo terrore di chi è già stato dimenticato.
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