Sguardi

Un progetto pittorico di Manuel Capaccioli (2025)

Opere

Project Statement

Sguardi è un capitolo autonomo del più ampio progetto Promesse, nato dal dipinto I tuoi occhi blu mi guardano fallire, ancora. Il ciclo approfondisce i temi che attraversano l’intero percorso – fallimento, promesse infrante, identità frammentata – traducendoli in un’indagine visiva profondamente intima e autobiografica che tocca dimensioni universali.

Composto da sei opere a olio e carboncino su tela, Sguardi si sviluppa come un percorso cronologico dai luoghi della mia infanzia fino al presente. Ogni lavoro nasce dal riflesso catturato negli occhi ritratti: superfici-specchio in cui emergono spazi, memorie e stati d’animo che non appartengono soltanto a loro, ma diventano zone di confronto con ciò che avevo tentato di non vedere in me stesso.

Il dispositivo dello sguardo diventa così un luogo di resistenza e rivelazione: un punto in cui osservatore e osservato si scambiano di ruolo, generando un dialogo che mette in crisi le certezze e apre domande sull’identità, sulla vulnerabilità e sulla costruzione del sé.

Sguardi è una ricerca radicale di onestà. Esporsi attraverso il riflesso negli occhi degli altri significa accettare il rischio della verità, della fragilità, della contraddizione. Il ciclo si conclude con un autoritratto riflesso nel mio stesso occhio: un’immagine che evoca smarrimento e tentativo, sempre illusorio, di conoscersi e di trovare quiete dentro un’esistenza che non sempre restituisce un senso di pace.


Promesse

Un progetto pittorico di Manuel Capaccioli (2025)

Opere

Project Statement

Vale la pena vivere nella menzogna, quando le promesse su cui abbiamo costruito la nostra identità si rivelano illusioni? Quando il continuo inseguimento di equilibrio, successo interiore e pace si rivela un tentativo di automanipolazione per dare senso a una realtà altrimenti caotica, vuota, incomprensibile?

Promesse è un progetto attualmente articolato in un ciclo di dieci opere a olio e carboncino su tela, che indaga il fallimento come condizione esistenziale e riflette sul senso – e sulla perdita di senso – nel vivere. Attraverso un linguaggio pittorico crudo ed emotivo, compio un atto di autoanalisi, mettendo a nudo le mie vulnerabilità più profonde, che diventano specchio di inquietudini collettive e universali.

Il progetto affronta senza retorica i temi del fallimento personale, dell’identità sfaldata, dell’autosabotaggio e della dissoluzione nel ruolo sociale, esplorando i margini del disincanto e le crepe nei costrutti sociali che promettono benessere in cambio di adattamento e silenzio. Le opere mettono a nudo una vulnerabilità radicale, in contrasto con la brutalità del mondo esterno, mettendo in discussione l’idea di progresso personale come salvezza, per raccontare invece un ciclo interiore di lotta, disillusione e accettazione.

Non c'è conforto: Promesse non offre vie di fuga, ma una resa lucida e consapevole.

In un tempo che premia l’apparenza e l’efficienza, Promesse propone una poetica del dubbio, della ferita e del cedimento come forma di onestà e, forse, di resistenza interiore.

L’unica promessa mantenuta, quindi, è quella del dubbio.